Le stelle del Carducci: Alessandro, 110 e LODE

110 e lodeDalla curiosità per le parole e i sistemi di scrittura alla volontà di farne un campo di ricerca. È il percorso di Alessandro Ragazzi, classe 2008, diplomato quest'anno con 100 e lode all'Istituto Giosuè Carducci di Ferrara, dove ha frequentato l'indirizzo linguistico studiando inglese, cinese e francese.

Dietro al massimo dei voti non c'è soltanto un brillante percorso scolastico, ma una passione coltivata negli anni, alimentata dallo studio, dalla voglia di comprendere lingue e culture diverse e da un interesse sempre più profondo per la linguistica. In questa intervista racconta come è nata questa passione, il valore che attribuisce allo studio e il percorso che immagina per il suo futuro.

Il 100 e lode era un obiettivo oppure è stato semplicemente il risultato del suo percorso formativo?
“Forse, in parte, me lo aspettavo, ma non è mai stato il mio obiettivo. Ho sempre cercato di dare il meglio di me stesso, senza pensare esclusivamente al voto. Il risultato è arrivato come conseguenza di tutto il lavoro fatto negli anni e ovviamente ne sono molto felice”.

Come ha vissuto la notte prima dell'esame di maturità?
“È andata abbastanza bene. Il giorno prima mi sono rifiutato categoricamente di studiare: volevo arrivare all'esame senza ansia e senza stress. Mi sono concesso una giornata normale, una serata di riposo, e credo che questo mi abbia aiutato ad affrontare il giorno dell’esame con molta più energia”.

Dalle sue parole emerge un rapporto con lo studio che va ben oltre il voto. Che valore gli attribuisce?
“Secondo me lo studio viene spesso visto come uno strumento per ottenere un voto. Per me è molto di più. In questi anni, certo, a volte ho studiato anche per i risultati scolastici, ma quando qualcosa mi incuriosiva lo facevo soprattutto per me stesso. Ci sono tante materie che oggi considero fondamentali per il mio bagaglio culturale e credo che studiare significhi crescere come persone e acquisire gli strumenti per dare un contributo alla società”.

Quando nasce questa curiosità per le lingue?
"Non riesco a individuare un punto preciso. Magari è nato nell'infanzia, magari durante le medie, però fin da piccolo sono sempre stato incuriosito da tutto quello che riguardava le lingue. Ricordo che alle elementari mi piaceva tantissimo la grammatica italiana, cosa forse un po' insolita per un bambino. Guardavo anche molti documentari, come quelli sul manoscritto Voynich, e mi affascinava cercare di capire tutto il lavoro di ricerca che c'era dietro".

C'è stato un momento preciso in cui ha capito che sarebbero diventate una parte  importante della tua vita?
“Durante il lockdown, ho iniziato a giocare molto ai videogiochi. Avevo tanto tempo libero e mi sono ritrovato a parlare in inglese con persone provenienti da tutto il mondo. Mi ha colpito quanto fosse possibile imparare una lingua semplicemente con costanza. Successivamente mi sono incuriosito tantissimo al cinese. Ho iniziato a studiarlo da autodidatta e, quando ho scoperto che al Carducci c'era un indirizzo con il cinese, non ho avuto dubbi sulla scuola da scegliere”.



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Alessandro, 100 e lode con lo sguardo rivolto alle lingue: "Ora il mio sogno è fare ricerca"
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